Grande argomento di discussione nei salotti più improbabili sono le sedute odontoiatriche. Capita di aguzzare l’udito quando si sente parlare di denti, dentisti, sbiancamenti, pulizie ed è incredibile quanto tali temi siano diventati argomento di condivisione.

In quest’articolo vorremmo sfatare, con l’obiettivo di tranquillizzare il lettore e tutti i pazienti effettivi o potenziali, i falsi miti che girano attorno alla chirurgia odontoiatrica.

Questa è una branca enorme, e tante sono le tipologie di interventi attuabili, talvolta alcune anche misconosciute dai dentisti; le più comuni invece riguardano le estrazioni dei denti del giudizio e l’implantologia.

 

In questo articolo parleremo dell’estrazione degli ottavi o terzi molare o “denti del giudizio” con il contributo della Dr.ssa Paola Falchetti, affermata specialista in chirurgia odontostomatologica e protesi dentarie, titolare di un rinomato studio dentistico a Roma (se siete residenti in zona, ecco dove trovarla).

La parola, quindi, all’esperta.

 

L’estrazione di un dente causa sempre una certa apprensione, un certo timore, comprensibilissimo, e legato al dolore che si sentirà durante l’intervento, al post-operatorio e ai nervi che possono essere sollecitati o lesionati durante l’estrazione.

Spesso i pazienti vengono da esperienze spiacevoli di sedute odontoiatriche in cui è stata fatta poca anestesia, o sedute la cui durata si è protratta troppo a lungo. Talvolta a spaventare sono gli amici, i colleghi, i familiari, che paventano gonfiori e dolori indicibili”.

 

“In quanto specialista in chirurgia odontostomatologica, con enorme sicurezza vorrei rassicurare i pazienti sull’evolversi degli studi e della tecnologia che rendono le tanto temute estrazioni, fastidiose quanto o addirittura meno di una pulizia dei denti. Come?

Innanzitutto occorre una diagnosi molto precisa fatta dal dentista, e prima di tutto bisogna sapere perché togliamo questi denti.

Se i denti del giudizio sono malposizionati (orizzontali, inclinati a 45° rispetto l’asse del dente contiguo per es) possono avere difficoltà o impossibilità nell’erompere, in soldoni, non usciranno mai, e direte voi, perfetto!

Il problema che questi malposizionamenti causano è, invece, la possibilità che spesso diventa realtà, che si creino ascessi continui, infezioni ripetute (frequentemente accadono nei giorni festivi di Natale o Ferragosto) dovute all’accumulo di cibo nelle tasche che si creano tra i denti e la gengiva che li ricopre.

E’ inoltre importante sottolineare che spesso i denti malposizionati, soprattutto quelli orizzontali, possono causare danni ai molari contigui, facendone ad esempio cariare le radici e costringendo talvolta il dentista a estrarli: perdiamo cosi due denti!

Altra causa per cui  spesso si decide di estrarre i terzi molari sono le carie: se i vostri ottavi si cariano, il rimedio migliore è estarli, sia per la difficoltà di curare le carie in denti cosi posteriori, sia perché per la difficoltà di pulirli potrebbero facilmente cariarsi di nuovo”.

 

“Tornando alla diagnosi, i denti che potrebbero essere più difficoltosi da estrarre sono i denti del giudizio inferiori. Nella mandibola infatti decorre il nervo alveolare inferiore, che porta la sensibilità alla mandibola, sia ai denti che al labbro che alle gengive.

In alcuni casi, in realtà rari, talvolta i denti del giudizio inferiori prendono stretti contatti con questo nervo, per cui prima di procedere con l’estrazione occorre verificare tale contiguità. In prima istanza risultano necessarie per valutare la posizione dei denti del giudizio, una buona ortopanoramica o delle perfette lastrine endorali.

Un dentista che ha una certa dimestichezza con la chirurgia saprà valutare se sia necessario o meno ricorrere a un ulteriore esame radiografico: il dental scan o ,ancora meglio, un maxi scan. Questo esame, analizza i rapporti tra le radici del dente e il nervo in modo tridimensionale così da dare molte più indicazioni al cinico circa l’ invasivitàe la fattibilità dell’intervento.

Diffidate dunque da chi voglia estrarre un dente senza avere in mano alcun esame radiografico”.

“Le estrazioni dei denti del giudizio superiori nella stragrande maggioranza dei casi rappresentano un intervento semplice, talvolta risultano invece abbastanza difficoltose, ma l’esperienza del chirurgo sicuramente rappresenta una sicurezza per la buona riuscita della seduta.

Ricordate dunque che una buona visita vuol dire che il vostro dentista è scrupoloso, e ha tutti i dati necessari affinché l’intervento venga concluso in breve tempo e nel modo più semplice possibile”.

“Veniamo ad un altro punto fondamentale : la terapia farmacologica.

E’ indispensabile una corretta terapia farmacologica per non avere disagi durante e dopo l’intervento. Se si prevede un’estrazione abbastanza indaginosa, la terapia antibiotica andrà effettuata per 6 giorni a partire dal giorno prima dell’intervento e associata anche all’assunzione di un antidolorifico 1 ora prima, solitamente ibuprofene da 600 mg.

Questa terapia si riduce se il dente è semplice da estrarre, si consiglia infatti in questi casi la dose di carico: solo 2 compresse di antibiotico 1 ora prima ed una compressa 6 ore dopo, per avere anche ridotti fastidi allo stomaco.

E’ importante l’assunzione di fermenti lattici soprattutto se la somministrazione si protrae per 6 giorni. Una corretta terapia farmacologica evita dolori e gonfiori postoperatori.

Molto spesso anche la somministrazione di cortisone locale rende i giorni successivi all’intervento privi di fastidi e tranquilli”.

 

“Un bravo dentista fornisce inoltre sempre al paziente delle dettagliate istruzioni postoperatorie:

cosa mangiare, quando astenersi dall’attività fisica, come lavare i denti, come comportarsi nei successivi tre giorni.

Questi punti sono fondamentali per non avere alcun fastidio durante l’estrazione e nel post-operatorio”.

 

“Inoltre, come ultima notizia, forse un po’ più tecnica, i cari pazienti dovrebbero sapere che ci sono degli strumenti in grado di rispettare molto i tessuti dei pazienti, ed consentire al medico di procedere in modo veloce e minimamente invasivo all’estrazione dei denti: il bisturi piezoelettrico o sonico per esempio”.

 

“Ultima rassicurazione: vi piacerebbe addormentarvi e svegliarvi dopo tre ore senza più i denti del giudizio, e non esservene neanche accorti? Oggi è possibile, con la sedazione cosciente.

Cercate un dentista che ne fa uso e resterete sbalorditi.

Affidatevi a mani esperte e non dovrete temere di liberarvi dei vostri fastidiosi denti del giudizio”.

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