La prostata è una ghiandola maschile, situata al di sotto della vescica e davanti al retto, ossia l’ultima porzione dell’intestino crasso. La ghiandola prostatica gioca un ruolo fondamentale nell’espulsione dei liquidi corporei: è qui che passa l’uretra, da dove fuoriesce sia l’urina che il liquido seminale. 

Si parla di prostatite quando siamo in presenza di un’infiammazione e di un ingrossamento della prostata.

 

Cos’è la prostatite 

La prostatite è un disturbo particolarmente frequente tra gli uomini di età compresa tra i 30 e i 50 anni.

A seconda dell’origine e della frequenza dei sintomi, possiamo distinguere quattro tipi di prostatite:

 

  • di tipo I, o prostatite acuta di origine batterica;
  • di tipo II, ossia una prostatite cronica e di origine batterica;
  • di tipo III, o prostatite cronica non batterica;
  • di tivo IV, ossia prostatite asintomatica.

 

Le prime tre tipologie elencate sono le più dolorose e si palesano con diversi sintomi come difficoltà urinarie e nell’eiaculazione, dolore localizzato, febbre e sintomi influenzali, presenza di tracce di sangue nello sperma o nelle urine.

 

Non è semplice individuare le cause di questa infiammazione. Molti dipende dal tipo di prostatite ma in generale sussistono diversi fattori che aumentano il rischio. 

Il primo tra tutti sono le infezioni batteriche, che compromettono il normale funzionamento del sistema immunitario. 

Ma anche disturbi intestinali e un’alimentazione scorretta sono elementi incisivi. Infine rapporti sessuali non protetti aumentano esponenzialmente il rischio di contrarre la prostatite.

Puoi trovare un approfondimento sulle cause che provocano questo disturbo su prostatite.org.

 

La diagnosi si effettua combinando i risultati di più test. Verranno perciò prescritte analisi del sangue e delle urine, la spermiocultura e un’ecografia dell’apparato urinario. A discrezione del medico possono essere richiesti ulteriori accertamenti specifici. 

Tre rimedi per combattere la prostatite

 

Non esiste una terapia univoca per curare la prostatite, cronica o batterica che sia. La sintomatologia richiede necessariamente l’assunzione di farmaci per alleviare il dolore, come paracetamolo e ibuprofene, e una terapia antibiotica sul lungo periodo (circa 4-6 settimane) per contrastare l’infiammazione. 

 

Oltre ai medicinali però, si può agire su altri fronti sia a livello preventivo che curativo per contrastare questo disturbo.

Ad esempio, seguire un’alimentazione corretta è un ottimo inizio. Come abbiamo accennato precedentemente, la prostata si trova in prossimità dell’intestino crasso, ossia la parte terminale del tubo digerente. Se l’apparato digerente è sovraccaricato, è altamente probabile che anche la ghiandola prostatica sia irritata. 

 

Di conseguenza è bene seguire una dieta ricca di liquidi, evitando però caffè, tè nero e alcolici. Via libera invece alle tisane: sono particolarmente indicate quelle a base di semi di zucca e di ortica. 

Ridurre poi il consumo di cibi piccanti e saturi di grassi animali e prediligere metodi di cottura leggeri, come il vapore e la lessatura.

 

In ogni caso si raccomanda di rivolgersi ad uno specialista ed evitare di decidere autonomamente quale terapia adottare, onde evitare peggioramenti. Specialmente nel caso della prostatite batterica, se curata male può facilmente degenerare in una prostatite cronica, più difficile da tenere sotto controllo.

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