Il corpo di ogni donna è un meccanismo potente e complesso. In particolar modo, l’apparato riproduttore può essere colpito da patologie di più o meno gravità che possono comprometterne il normale funzionamento. Tra queste, ci sono i polipi uterini.

 

I polipi all’utero sono piccole escrescenze che si formano nel tratto cervicale o endometriale dell’utero. Si tratta di formazioni benigne che però devono essere tenute sotto controllo ed esportate nel minor tempo possibile.

Tendono a comparire in donne di tutte le età, sia in condizione fertile che in menopausa, anche se si è notata una maggiore concentrazione dopo i 40 anni. Ciò non toglie che una particolare predisposizione genetica può esporre maggiormente la donna anche in età più giovane.

Ad oggi le cause cliniche sono ancora sconosciute.

L’importanza della prevenzione 

Nella maggior parte dei casi, non ci sono sintomi dolorosi che possano indicare la presenza di un polipo uterino. 

Queste formazioni tendono però a sanguinare e le perdite all’infuori delle mestruazioni possono essere un campanello d’allarme importante da monitorare con attenzione.

Ecco alcuni segnali che potrebbero indicare tale condizione clinica:

 

  • irregolarità del ciclo mestruale;
  • dismenorrea, ossia mestruazioni dolorose;
  • ipermenorrea, ossia mestruazioni abbondanti al limite dell’emorragia;
  • dolore durante il rapporto sessuale.

 

E’ molto difficile accorgersi autonomamente della comparsa di queste escrescenze poichè possono posizionarsi in profondità nella cervice uterina e nell’endometrio.  L’unico modo per individuarle è attraverso una visita clinica ginecologica. Una motivazione in più per fissare annualmente un esame ginecologico preventivo.

 

Dopo un primo riscontro al tatto, il ginecologo prescriverà un’esame ecografico trasvaginale che accerterà la presenza del polipo. Un altro metodo di diagnosi è l’isteroscopia diagnostica, un particolare esame che attraverso una sonda visiona l’interno della cavità uterina. Al fine di valutare un possibile intervento per polipi utero, il video proiettato dall’isteroscopio è il mezzo più completo per chiarire lo stato di salute dell’utero. 

Ricevuto il referto, si procede con un piccolo intervento chirurgico per la rimozione.

 

Polipo all’utero, come si toglie?

Una volta accertata la diagnosi, si passa alla rimozione del o dei polipi uterini. L’intervento più praticato è l’isteroscopia operativa, una procedura sicura e molto veloce dalla durata di 30/60 minuti, da non confondere con l’ isteroscopia diagnostica di cui abbiamo parlato precedentemente. 

 

L’isteroscopia può essere effettuata con o senza anestesia. Non si tratta di un intervento doloroso ma più che altro fastidioso, anche perchè il ginecologo induce una dilatazione della cervice uterina e dell’utero contestualmente all’introduzione dell’isteroscopio. 

 

Dopo l’asportazione del polipo all’utero, la convalescenza richiesta non sarà particolarmente impegnativa. La paziente potrà infatti tornare a casa dopo qualche ora e svolgere le normali attività di routine come mangiare, bere e fare una doccia. E’ importante però che nei due giorni successivi stia a riposo. Inoltre dovrà astenersi da qualsiasi tipo di rapporto sessuale per i successivi 7 giorni, al fine di evitare l’insorgere di infezioni.

 

I risultati dell’operazione sono buoni e nella maggior parte dei casi non seguono episodi di ricadute. In ogni caso è assolutamente consigliato eseguire visite di controllo periodiche. 

Non è mai abbastanza ripeterlo: la prevenzione è fondamentale!

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