Il Seneca filosofo nelle sue Lettere a Lucilio (62-65) affermava che «ogni età ha la sua natura: ce l’ha il neonato, come il fanciullo, come il giovane, come il vecchio; e ciascuno si adatta alla natura in cui si trova. Il neonato è senza denti: si adatta a questa condizione. Mette i denti: si adatta alla nuova condizione».
Tal ragionamento può essere esteso dalla vita umana alle epoche storiche per considerare in particolare la funzione del famoso dente del giudizio (detto anche terzo molare o ottavo).

Un tempo, infatti, gli uomini primitivi avevano una mascella più grande perché c’era il bisogno di un numero più elevato di molari per masticare cibi più duri. Oggi, con l’evoluzione della specie umana, che è andata di pari passo con i progressi in ambito culinario (cotture sempre più affinate e, di conseguenza, pietanze sempre più morbide), il volume delle ossa mascellari è diminuito, lasciando il posto alle ossa del cranio, sempre più grandi per ospitare una maggiore quantità di materia grigia.

Dunque, è molto probabile che questo genere di denti fra qualche secolo non esisterà più. Tuttavia, al momento – anche se non hanno più alcuna sostanziale utilità – essi continuano a erompere tra i 18 e i 30 anni (il nome è dovuto proprio alla loro comparsa in età adulta).

Capire che stanno nascendo è molto semplice poiché i denti del giudizio, per fuoriuscire, sono costretti a farsi spazio tra gli altri e a lacerare la cresta gengivale del cavo orale. Ciò si tramuta in dolore, spesso accompagnato da gonfiore in corrispondenza delle ghiandole della gola, febbre e mal di testa.

Nonostante questi sintomi, di certo fastidiosi, non bisogna immediatamente pensare alla rimozione dei denti del giudizio poiché, se essi trovano lo spazio giusto, rimangono allineati perfettamente senza dar vita a complicazioni. Quindi non resta altro da fare che sopportare un po’ il malessere iniziale, magari aiutandosi con degli antinfiammatori.

Persino quando la gengiva che circoscrive il dente del giudizio si gonfia in maniera eccessiva, prima di estrarre il dente, è sempre possibile asportarne la parte in eccesso (gengivectomia) grazie al laser.

Tuttavia in presenza di alcuni fenomeni è meglio togliere i denti del giudizio. Vediamo quali.

 

  1. Iperdonzia

 

Accade quando nascono più denti del giudizio rispetto alla norma (ossia 4, uno per ogni emiarcata). In questi casi lo spazio mandibolare non potrà essere sufficiente e dalla semplice possibilità di un’eruzione in posizioni anomale o addirittura di un’inclusione completa del dente nell’osso (individuabile solo attraverso una radiografia panoramica) si passa a un quasi totale certezza. Dunque, meglio rimuoverli subito.

  1. Quando sono parzialmente erotti e/o inclinati

 

Già normalmente la probabilità di carie dei molari è maggiore rispetto a quella degli altri denti poiché si trovano in una posizione particolarmente arretrata all’interno della cavità orale e quindi risulta difficile realizzare, in quella zona, una profonda igiene quotidiana (e, ancor di più, curarli).

 

Ciò vale specialmente per gli ottavi, soprattutto quando sono parzialmente erotti poiché inevitabilmente si verifica un maggiore accumulo di residui alimentari che possono sfociare in un’infiammazione della gengiva (chiamata disodontiasi) e, persino, in frequenti ascessi.

Se, poi, il dente del giudizio parzialmente erotto è anche inclinato potrebbe arrivare a cariare il penultimo molare.

In questi casi, quindi, non resta da far altro che rivolgersi al proprio dentista il quale procederà:

  • prima con la cura repentina dell’ascesso (che altrimenti potrebbero peggiorare in un ascesso cerebrale, ascesso sottomandibolare, anestesia del nervo alveolare inferiore, fistola cutanea, trisma, ecc.) e dell’infiammazione gengivale (che altrimenti potrebbe peggiorare in una parodontite);
  • poi, a guarigione avvenuta, con l’estrazione del dente del giudizio (a maggior ragione se cariato).

 

  1. Quando contrastano l’apparecchio ortodontico

Se si ha la necessità di mettere l’apparecchio o lo si porta già e la comparsa di uno o più denti del giudizio genera delle forze tali da contrastare quelle ortodontiche, non resta che eliminare il problema.

 

Ecco allora approfondite le ragioni principali affinché sia assolutamente legittimo decidere di togliere il/i dente/i del giudizio il prima possibile (anche prima che si formi completamente). Ad ogni modo la rimozione può avvenire a qualunque età, anche in assenza delle “seccature” sopra descritte.

Non abbiate alcun timore per l’intervento anche perché ormai l’estrazione del dente del giudizio a livello di difficoltà è equiparabile all’estrazione di qualunque altro dente. Dunque, al di là della posizione un po’ scomoda, si tratta di un’operazione di routine piuttosto semplice e che si esegue in anestesia locale.

L’unica complessità in più si presenta quando, come visto, gli ottavi nascono storti o inclusi nell’osso. In questi casi durante l’estrazione bisognerà separare le radici e rimuovere un po’ di osso. E quando i terzi molari si trovano in prossimità di alcuni nervi, il dentista dovrà essere maggiormente attento, ma questo non rende l’operazione impossibile o pericolosa. Inoltre, le tecniche anestesiologiche si sono così evolute che consentono di operare in tutta sicurezza e tranquillità.

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