Dislessia è un termine che ormai tutti conosciamo perché lo abbiamo sentito attraverso i media con campagne di sensibilizzazione, film o con la promulgazione della legge 170 del 2010 che riconosce e definisce svariate norme che riguardano i DSA. Ma personalmente sappiamo veramente cosa sono?

 

Essere ben informati è importante? Sì, specialmente se abbiamo dei bambini o siamo a contatto con loro. Potrebbe letteralmente dare o togliere loro preziose opportunità per il loro futuro. Prima di tutto è bene ricordare cosa sono i DSA e lo chiediamo a Manuela Belfiglio che gestisce il sito www.dsaok.it dove si può approfondire l’argomento.

 

 

DSA: un acronimo spesso frainteso:

E’ l’acronimo di Disturbo Specifico dell’Apprendimento e può riguardare aree diverse dell’apprendimento come la lettura, in qual caso si parla di dislessia. Può interessare la scrittura con la disgrafia o la disortografia oppure l’area del calcolo con la discalculia.

Contrariamente all’opinione di molti non sono affatto un ritardo mentale. Anzi una delle condizioni necessarie per una diagnosi di DSA è un livello del QI (quoziente intellettivo) nella norma o superiore.

 

Purtroppo molti genitori rifiutano di porsi il problema pensando “mio figlio è intelligente, non può essere dislessico”. Potrebbe essere un concetto difficile da capire per un normolettore, perché i processi di acquisizione della lettoscrittura ormai sono automatizzati, cosa che per un dislessico non avviene. Tuttavia questo non sminuisce le sue capacità cognitive, ovvero la sua intelligenza. Potremmo fare un esempio molto semplice. Il fatto che una persona miope non veda chiaramente le stesse cose che vediamo noi, la rende forse più stupida? Nessuno lo penserebbe. Allo stesso modo pensare che un dislessico sia più stupido perché ha difficoltà a leggere è sbagliato.

 

 

Perché è importante essere ben informati

 

Questa disinformazione porta molti bambini e di conseguenza ragazzi e infine adulti a sentirsi costantemente inadeguati e incapaci. Questo è un motivo per cui l’informazione corretta può veramente cambiare la vita a questi ragazzi. Tutti sappiamo che affrontare la vita convinti di potere avere successo o no, ne vincola inesorabilmente il risultato. La dislessia come gli altri DSA non precludono assolutamento una vita normale, ma possono avere conseguenze dal punto di vista emotivo e psicologico molto importanti. Quindi l’impatto psicologico di chi vive questi disturbi non gestiti in modo adeguato, può rivelarsi

 

veramente devastante non solo a livello scolastico, ma anche per quanto riguarda lo sviluppo personale in età adulta. Al contrario se genitori e insegnanti sono ben informati aiuteranno il bambino a gestire questa caratteristica e gli daranno i mezzi e le capacità di raggiungere tutti i suoi obiettivi accademici e non.

 

 

Quando è il momento di parlare di dislessia

 

Generalmente l’argomento viene affrontato solo quando il bambino affronta una difficoltà scolastica persistente. Potrebbe essere alla scuola elementare, ma succede spesso che ci si pone il problema alla scuola secondaria di primo grado o addirittura anche più tardi.

Purtroppo questo è spesso frutto della disinformazione. È un po’ come chiudere le porte una volte che i buoi sono scappati. Perché? La dislessia, in particolare, riguarda l’area del linguaggio. Molto spesso i problemi di linguaggio, già all’età di 3 o 4 anni, creano una predisposizione importante a questo disturbo. Anche se la diagnosi di DSA può essere effettuata solo alla fine della seconda elementare, quando si è in presenza di difficoltà di linguaggio, per esempio alla scuola materna, sarebbe molto opportuno fare una valutazione da uno specialista. Individuare in maniera precoce questa predisposizione è vantaggioso, per almeno due motivi:

  • un intervento logopedico in tenera età avrà i risultati migliori,
  • consapevoli della situazione, a contatto con la lettura, si attueranno le strategie più adatte da subito e il risultato per il bambino sarà un approccio agli apprendimenti più sereno, con le relative ricadute positive non solo sul rendimento scolastico, ma anche sull’autostima.

 

Le persone informate collaborano meglio

Quando i genitori, per prima sono informati, interverranno tempestivamente davanti ad eventuale difficoltà di linguaggio dei loro bambini. Tuttavia anche i pediatri dovrebbero prestare attenzione a questo aspetto, consigliando una visita logopedica o neuropsicologica per valutare lo stadio evolutivo del bambino e infine spesso si rivelano i maestri di scuola elementare in prima linea. Insegnando a leggere e a scrivere, se sono ben informati, potranno identificare alcune predisposizioni portandole all’attenzione dei genitori.

L’informazione riguardo ai DSA permetterà a quel bambino l’accesso a tutti gli apprendimenti con la tranquillità e la forza di affrontare qualsiasi percorso accademico desideri. È veramente importante conoscere la dislessia e i DSA.

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