Ultimamente è salito agli onori della cronaca nazionale “sportiva” il dentista del calciatore della Roma Spinazzola, Daniele Puzzilli.

Il calciatore giallorosso, preda di molti infortuni negli ultimi anni, sta passando una stagione spettacolare con la maglia della Roma, e non sembra rispettare le statistiche passate che lo vedevano vittima di moltissimi infortuni a livello muscolare ma anzi sta giocando a livelli eccelsi.

“Da gennaio scorso ho ringraziato il mancato acquisto dell’Inter perché mi ha dato una carica ulteriore a livello psicologico e fisico. Ho cambiato il dentista che mi ha aiutato molto. Adesso gioco sempre e al 90′ posso ancora andare”. 

A quanto sembra ha risolto tutto grazie all’intervento del Dott. Puzzilli, e grazie alla correzione del Bite del calciatore.

Ma può un’errata masticazione causare problemi di carattere articolare e muscolare? La risposta non può essere che affermativa.

Molti dolori ricorrenti, come tendiniti, periostiti, mal di schiena, pubalgia o problemi di postura, hanno visto la loro prognosi migliorata dopo il trattamento della malocclusione dentale quando tutte le altre cause mediche sono state escluse. Si è così osservato che un focolaio dentale infettivo potrebbe provocare, per un fenomeno di disseminazione batterica, un’affezione focale di tipo tendinite. Anche i denti del giudizio colpiti o mal posizionati possono essere la causa di scarse prestazioni fisiologiche.

Alcune patologie possono causare disturbi della postura, disturbi occulomotori, diminuzione dei riflessi e della gestualità o diminuzione della forza esplosiva indotta da un aumento del tempo di risposta muscolare. Le afferenze dei nervi bucco-dentali intervengono infatti nella posizione in piedi così come nella facilitazione gestuale, agendo sulla motricità dei muscoli motori degli occhi e del collo. Il minimo problema, come un dente cariato doloroso, lesioni parodontali che si evitano durante la masticazione, possono quindi influire sulla postura sconvolgendo l’equilibrio della spalla e delle cinture pelviche.

Per questo è molto importante effettuare uno screening sistematico degli atleti al fine di verificare che nessuna patologia orale possa influire sulle loro prestazioni.

Tra gli altri fattori, l’equilibrio occlusale dentale è coinvolto nel posizionamento posturale, nella facilitazione gestuale e nella forza muscolare. I fisioterapisti moderni parlano di “catene muscolari”: i muscoli non lavorano indipendentemente l’uno dall’altro. Quindi occlusione dentale: la posizione delle mascelle quando sono chiuse può avere un’influenza sulla postura dell’individuo.

Le testimonianze circa il binomio denti e postura partono appunto dallo sport, gli esperti si sono resi conto che modificando l’occlusione dentale dei giocatori di rugby, si riesce a ridurre la forza delle loro cosce del 50%. Viceversa riempiendo gli spazi tra i denti con piccoli pezzi di gomma, che danno una corretta occlusione, si riesce ad aumentare la loro potenza.

Un difetto di occlusione del dente può anche interferire con l’appoggio dei piedi a terra durante la corsa. Gli specialisti non esitano più a pensare che la disposizione dei denti possa influenzare anche fratture da fatica, ernie discali o emicranie. Non sono solo i denti interessati, ma anche l’intero apparato manducatore, utilizzato durante l’alimentazione. Gesti come afferrare il cibo, masticarlo e deglutirlo sono legati alla catena dei muscoli del collo e della testa.

Come valutare se i denti svolgono un ruolo in un problema posturale consolidato?

La prima cosa da fare sarebbe un esame clinico di posturologia dentale. Esso dovrebbe consentire di dimostrare se la mandibola è correttamente posizionata, se il suo movimento intorno all’articolazione temporo-mandibolare è normale e se i muscoli che la mobilitano sono indolori.

In secondo luogo serve un controllo del posizionamento mandibolare, il quale è molto semplice. Si tratta di verificare lo spazio tra gli incisivi centrali superiori e inferiori e che gli incisivi superiori coprano solo quelli inferiori di un terzo della loro altezza. Un’anomalia indica una deviazione della mascella.

Anche il movimento della mandibola può essere considerato nel quadro di test clinici associati. L’apertura e la chiusura della bocca devono essere eseguite in modo rettilineo e uniforme, senza deviazioni che indicherebbero un movimento asimmetrico e una possibile incidenza del binomio occlusione e postura scorretta. I movimenti dovrebbero essere silenziosi, senza crepitii. L’ampiezza di apertura normale va da 40 a 45 mm per una donna e da 50 a 55 mm per un uomo. Un’anomalia si riferisce a un problema articolare.

La comparsa di segni di dolore mandibolare possono rappresentare il primo tra i sintomi della malocclusione dentale. I muscoli della mandibola dovrebbero essere indolori alla palpazione, altrimenti potrebbe essere considerata una fisiologia anormale. Lo stesso vale per l’articolazione temporo-mandibolare o per i muscoli del collo.

Qual è la causa delle malocclusioni dentali (eziologia)?

La maggior parte delle malocclusioni sono principalmente di origine ereditaria o genetica. Questo spiega perché spesso incontriamo problemi simili nei membri della stessa famiglia. Esempi di problemi ereditari sono troppo poco o troppo spazio tra i denti, denti in eccesso o mancanti e squilibri tra la forma e le dimensioni delle mascelle. Altri fattori che possono contribuire allo sviluppo di malocclusioni sono cause acquisite, o elementi esterni (ambiente) come:

  • Alcune abitudini come la suzione cronica delle dita, che può esercitare una forza sufficiente per un periodo abbastanza lungo da muovere i denti;

  • Problemi di ostruzione delle vie aeree che causano la respirazione cronica della bocca. Questo può influenzare lo sviluppo delle mascelle e la posizione dei denti;

  • Una cattiva posizione della lingua a riposo o durante la deglutizione;

  • La prematura perdita di denti primari o permanenti a seguito di un incidente, carie o malattie delle gengive e delle ossa che sostengono i denti. La perdita dei denti può causare lo spostamento di altri denti e contribuire allo sviluppo di malocclusioni;

  • Un trauma, incidente o colpo al volto che potrebbe provocare lo spostamento dei denti.

Implicazione della posturologia dentale nel tono muscolare

Posizione della mandibola

Ci sono quattro possibili posizioni mandibolari fisiologiche. Si stabilirà che se nessuna di queste posizioni modifica il tono muscolare, non sarà necessario modificare l’ingresso dentale, il posturologo non avrà bisogno di richiedere l’intervento di un ortodontista.

La procedura di Merssman (1988) confronta la postura mandibolare usuale con la postura mandibolare modificata del paziente. Permette di evidenziare una modifica del tono tra queste 2 posizioni.

Trattamento ortodontico per correggere la posturologia dentale

In caso di accertata malocclusione dentale si verificano due casi:

  • Il problema dentale (malocclusione) è la causa di un problema posturale. Il posturologo indirizzerà quindi il paziente a un ortodontista per risolvere il problema dentale indossando allineatori, bite o altri molteplici apparecchi per denti;

  • Il problema posturale ha provocato un problema dentale. Lì la prima cosa da fare è capire e regolare la fonte delle tensioni poi l’ortodontista interviene per stabilire un nuovo equilibrio occlusale e per rimuovere gli adattamenti secondari che erano apparsi a seguito del problema posturale.

In entrambi i casi il trattamento che porta alla soluzione della malocclusione è di tipo ortodontico e prevede l’utilizzo di un bite o di un apparecchio per i denti.

Malocclusione dentale, uso di un bite correttivo

Hai mai sentito parlare di gusci invisibili per allineare i denti? Si tratta dei bite moderni. Molti adulti confermano che stanno prendendo in considerazione la correzione ortodontica, perché i trattamenti con i bite possono fornire buoni risultati. Più comodi, meno dolorosi e sicuramente più discreti dei classici apparecchi per i denti, ora permettono di adattarsi a molte più persone. Inoltre, gli appuntamenti necessari per le regolazioni rimangono meno e più brevi rispetto ai dispositivi convenzionali. È sufficiente indossarli come consigliato dall’ortodontista, generalmente 22 ore al giorno. Pertanto, il corretto utilizzo consente di ottenere un risultato più rapido. La durata della correzione può quindi essere ridotta. Infine, l’allineamento dei denti e la correzione del morso negli adulti diventano più accessibili.

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