Piccoli elementi corpuscolari privi di nucleo, le piastrine, conosciute anche col nome di trombociti sono elementi essenziali del sangue e protagonisti nei processi di emostasi ematica.

Abbiamo chiesto di approfondire l’argomento agli esperti di INRAN.

Tramite un ormone secreto da fegato e reni, chiamato tromboproteina, le piastrine vengono prodotte nel midollo osseo, attraverso un processo che vede i megariociti (precursori midollari) frammentarsi.

Le piastrine sono essenziali in caso di sanguinamento poiché è grazie a loro che può avvenire la coagulazione del sangue.

La vita media di una piastrina è di poco più di una settimana e la concentrazione media in un soggetto sano oscilla tra 150.000 e 450.000 unità per µl di sangue.

Qualche volta però le piastrine possono essere alte, cioè può esserci una concentrazione eccessiva di piastrine nel sangue, questa condizione viene chiamata trombocitosi e può essere distinta in due categorie:

  1. trombocitosi primaria (o essenziale) nel caso il disturbo sia causato dal midollo osseo;
  2. trombocitosi secondaria (o reattiva) in caso il disturbo sia causato da altra patologia.

Le piastrine alte possono essere causate da moltissimi fattori, le più diffuse sono ricollegabili alla trombocitosi secondaria. Vediamo le cause principali:

  • Infezioni batteriche o virali. Quelle che causano l’innalzamento delle piastrine in genere sono quelle che attaccano l’apparato respiratorio o gastrointestinale. Durante l’infezione il corpo sintetizza le citochine, che a loro volta causano l’aumento delle piastrine. Se l’infezione viene curata le piastrine rientrano nei range normali;
  • Malattie infiammatorie di tipo cronico. Per enumerarne qualcuna che provoca l’aumento delle piastrine ricordiamo l’artrite reumatoide, tubercolosi, granulomatosi con poliangioite (detta di Wegener) e malattia infiammatoria intestinale cronica come il morbo di Crohn;
  • Dovute a carenza di ferro, in questi casi basta assumere un integratore di ferro per rientrare nei parametri normali;
  • Alcuni tipi di tumori. Si può registrare un aumento delle piastrine nel caso ci sia un cancro alla prostata, al pancreas, un tumore alla vescica o alle ovaie, oppure nei casi in cui ci sia un linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin o, infine, quando c’è il mesotelioma;
  • Sindromi mieloproliferative o patologie ematologiche, come la leucemia mieloide cronica, la policitemia vera, la mielodisplasia oppure l’anemia sideroblastica.

Infine, l’aumento delle piastrine può essere causato da Metaplasia mieloide agnogenica, emorragie acute, emolisi, splenectomia (rimozione della milza), traumi e interventi chirurgici.

 

Come curare le piastrine alte

Per curare le piastrine alte è sempre bene rivolgersi al proprio medico di fiducia e procedere con delle indagini accurate.

Se la causa della trombocitosi è una delle cause sopracitate (parliamo di trombocitosi secondaria) allora occorrerà intervenire, laddove possibile, sulla causa.

Nel caso si tratti di una trombocitosi primaria allora si potrà iniziare una terapia a livello midollare per inibire la proliferazione delle piastrine. Tra i medicinali più utilizzati è possibile ricordare la cardioaspirina o l’eparina, o altri farmaci antiaggreganti.

Tra i rimedi naturali che possono aiutare a tenere sotto controllo il numero di piastrine e impedire loro di formare dei coaguli possiamo ricordare il ginkgo biloba, l’aglio e il ginseng. Ne è tuttavia sconsigliato l’utilizzo nel caso si stiano assumendo già dei farmaci anticoagulanti.

L’aumento delle piastrine può causare malattie cardiovascolari e di conseguenza aumentare il rischio di infarti e ictus, per questo è bene intervenire anche attraverso una dieta equilibrata. Gli alimenti maggiormente consigliati sono:

  • melograni, ricchi di antiossidanti;
  • pesce, grazie alla presenza di acidi grassi omega3;
  • vino rosso.

Come si rilevano le piastrine alte? Analisi del sangue

Per scoprire e valutare la concentrazione delle piastrine basta sottoporsi ad un esame del sangue chiamato emocromocitometrico completo, in gergo conosciuto come emocromo.

Un campione di sangue verrà prelevato dalla vena del braccio del paziente.

È consigliato svolgere questa operazione al mattino, a stomaco vuoto da almeno 8-10 ore, scegliendo come punto per l’estrazione del sangue la piega del gomito.

Una volta estratto, il sangue verrà immesso in un campione ed analizzato, uno strumento automatizzato e tarato per l’analisi emocitometrica sarà in grado di calcolare i parametri piastrinici.

In alcune patologie, alquanto subdole, il dato può risultare falsato perché le piastrine tendono ad ammassarsi tra di loro e quindi restituiscono all’emocromo un dato apparentemente basso, in questi casi è necessario procedere con un ulteriore esame, verrà prelevato un piccolo quantitativo di sangue su campioncino ed analizzato attraverso osservazione diretta delle cellule al microscopio ottico.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *