L’errore più comune che si fa è confondere la psicoterapia con la psicanalisi. In tanti pensano che sia la stessa cosa invece si tratta di due elementi distinti, infatti può anche esistere una psicoterapia che non comprenda la psicanalisi. La psicoterapia è – come dice la stessa parola – la “terapia dell’anima”, o la cura dell’anima se volete. La psicanalisi è una delle specializzazioni che possono completare questa prima terapia e si basa prevalentemente sul metodo freudiano.

Abbiamo chiesto agli esperti di Psicoterapia Scientifica un approfondimento sul tema.

 

A cosa serve la psicoterapia

 

La psicoterapia è una metodologia di analisi e di trattamento di problemi comportamentali legati alle emozioni o alle elaborazioni del cervello. Il terapeuta, di solito uno psicologo o un medico che ha conseguito il diploma di formazione post laurea in psicoterapia, interviene sul blocco di chi ha subito un trauma, su chi ha difficoltà ad affrontare situazioni quotidiane anche banali, su chi soffre di depressione, di disturbi alimentari o di ansie. Lo scopo è quello di accompagnare il paziente alla consapevolezza del proprio problema dandogli i mezzi per superarlo e per gestirlo da solo. A seconda della gravità del problema la psicoterapia può essere a breve o a lungo termine e può prevedere il supporto di alcuni farmaci, se il caso lo richiede.

 

Cinque tipi di psicoterapia

 

La psicoterapia si può distinguere a seconda del tipo di problema che tratta e del soggetto a cui si rivolge. Esistono molteplici tipi di psicoterapia ma quelli più utilizzati sono cinque. Il trattamento cognitivo che aiuta la persona a capire quali alternative positive ci sono al proprio disagio; il trattamento interpersonale che aiuta ad esprimere emozioni trattenute anche contro la propria volontà; il trattamento dinamico, che analizza il problema collegandolo a comportamenti del passato. In quest’ultimo contesto si inserisce la psicanalisi, che è una versione più completa e intensiva del trattamento dinamico. Infine, il supporto che serve soltanto a dare consigli a un paziente che sa già gestirsi a modo suo e deve solo essere indirizzato man mano.

 

Il rapporto terapeuta-paziente

 

Perché la psicoterapia funzioni, occorre che si instauri un buon rapporto tra il terapeuta e il paziente. È certamente bravura del primo capire la chiave giusta con cui comunicare con il soggetto che ha davanti, ma anche il paziente deve collaborare senza chiudersi a riccio o interpretare le domande del medico come un attacco nemico.  Il terapeuta deve essere sincero, preciso nelle spiegazioni, diretto nei modi di fare senza però oltrepassare i limiti – dati dal carattere del soggetto da curare. Una persona timida non va sgridata, un arrogante non va assecondato troppo. Il paziente, dal canto suo, deve seguire alla lettera i consigli dello psicoterapeuta anche quando sembreranno impossibili da realizzare. Deve fidarsi di lui.

 

L’ambiente della psicoterapia

 

La psicoterapia non è per forza legata a una stanza con lettino su cui sdraiarsi. Lo scopo è quello di mettere a proprio agio i pazienti, dunque devono essere presenti comodità che essi possano sfruttare  – lettino, divano, poltrona o qualsiasi altra cosa possa farli stare rilassati per 50 minuti. Di solito la luce è soffusa o comunque non troppo brillante, può esserci della musica rilassante (o dei rumori tratti dalla natura) in sottofondo, in certi casi il terapeuta può praticare dei massaggi distensivi al collo, alle spalle o alla schiena per favorire il benessere della persona. Anche il tono di voce del terapeuta è controllato e indirizzato a far sentire al sicuro il paziente.

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