La sanificazione di germi, batteri e virus tramite luce ultravioletta germicida è un metodo che sterilizza usando la luce a bande UVC tra 280 e 100 nanometri.

L’effetto della luce ultravioletta UVC modifica il DNA dei microorganismi impedisce di smettere di riprodursi.

Viene utilizzata da tantissimi anni nella disinfezione di acque, cibo e ambienti.

Data la lunghezza d’onda che produce, distrugge le molecole del DNA dei microorganismi, inattivandoli e rendendoli inoffensivi. I campi di applicazione sono molti come sanificazione di contenitori d’acqua, stanze chiuse, sistemi di condizionamento. Le lampade germicide usate per la disinfezione emettono delle radiazioni elettromagnetiche alla lunghezza d’onda necessaria alla rimozione dei patogeni.

Il grado di inattivazione per mezzo della radiazione ultravioletta è direttamente proporzionale alla dose di UV applicata all’acqua. Il dosaggio, un prodotto tra l’intensità della luce UV e il tempo di esposizione, è misurato in microwatt per secondo a centimetro quadrato: µW·s/cm2. Dosaggi da 2 a 8 µW·s/cm2 uccidono il 90% dei batteri.

La Produzione di raggi ultravioletti UVC produce anche l’emissione di Ozono, altra sostanza cosiderata ad alto potere sanificante.

Ovviamente in caso di utilizzo congiunto delle due sostanze, non devono essere presenti esseri viventi all’interno dell’ambiente trattato.

La tecnologia di disinfezione UV-C ha dimostrato di ridurre efficacemente la contaminazione da Coronavirus anche in ambienti clinici. In uno studio pubblicato da Stibich et al (2016), è stata dimostrata una riduzione del Coronavirus MERS dopo un ciclo di disinfezione UV-C di soli 5 minuti.
Un numero crescente di organizzazioni sanitarie si è rivolto alla tecnologia UV-C per integrare i protocolli di pulizia standard ed aumentare l’efficacia contro i patogeni contagiosi, incluso il Virus Ebola, i Coronavirus e le spore di antrace. Con questa tecnologia è possibile decontaminare stanze dei pazienti, sale operatorie, sale macchine, unità di terapia intensiva e aree comuni.

Le lampade a raggi UV-C infatti possono essere utilizzate per irradiare l’aria degli ambienti normalmente destinati ad ospitare per un certo tempo numerose persone. Sale d’attesa, aule scolastiche, sale cinematografiche, spogliatoi d’impianti sportivi, sono ambienti che vanno trattati per ridurre i rischi di infezioni dovuti ai germi presenti nell’aria stagnante.

Perché scegliere uno sterilizzatore UV per l’aria ?

La risposta ovvia e incompleta: è per avere aria sana, ma perché scegliere la tecnologia UV e non altre soluzioni?
Vediamo qui a seguire di entrare più nel dettaglio con dati e ragionamenti tecnici.

Abbiamo scelto di focalizzare sul tema di sterilizzare l’aria e non purificarla, al momento ci si preoccupa di rimuovere dall’aria batteri, microrganismi, virus compresi. La depurazione comprende aspetti organolettici che spesso rendono i dispositivi “accessori domestici”, senza una vera e propria caratteristica di  rimozione dei microrganismi dall’aria. Gli impianti di sanificazione e purificazione a Lampade UVC ad uso professionale hanno una potenza delle sorgenti luminose UVC elevata.
Si tratta di sorgenti che operano nella lunghezza d’onda necessaria per avere effetti di distruzione del DNA, sono lampade al mercurio in bassa pressione con un
picco di emissione a 254 nm. Il flusso d’aria viene convogliato in una camera dove è presente una forte radiazione UVC.
La potenza emessa è calcolata in funzione della portata d’aria in maniera che la dose sia sufficiente a inibire la duplicazione del DNA distruggendo i microrganismi.

In ambienti dove c’è alta frequentazione e ricambio di persone, con rischio di presenza di soggetti che hanno contratto il virus Covid-19, ma non solo per quello, è utile applicare una sanificazione delle sale e dei locali attraverso la disinfezione a raggi UVC, in spazi potenzialmente contaminati.

Ulteriori approfondimenti sull’efficacia della sanificazione tramite lampade UV sono stati pubblicati sulla rivista di Astrofisica Media INAF. I ricercatori delle sedi di Brera, Merate e Padova dell’Istituto nazionale di astrofisica, in collaborazione con il Dipartimento di fisiopatologia medico-chirurgica e trapianti dell’Università di Milano, stanno sviluppando e sperimentando dispositivi a raggi Uv per la disinfezione dell’aria e l’inattivazione del virus Sars-Cov-2.

Nell’articolo Alessio Zanutta, tecnologo dell’INAF di Brera ha approfondito dettagli sugli studi di apparecchiature di sanificazione a raggi UVC che possano decontaminare l’aria soggetta a droplet emanati da soggetti con Covid 19. Ci sono degli ambienti come quelli ospedalieri che non possono essere arieggiati con frequenza, e quindi di base un’approccio che sterilizzi l’aria, inattivando le particelle patogene è sicuramente una soluzione.

Gli studi scientifici hanno provato come i raggi UVC siano risolutivi in questo senso, in caso di altri Virus come SARS, MERS e altri, mentre stanno approfondendo la soluzione su virus dello stesso ceppo di appartenenza, come è il Coronavirus.

E Tu hai messo in atto le procedure di sanificazione dei locali della tua attività?

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