Il tema dei vaccini è sicuramente tra i più caldi dell’ultimo periodo, complice la pandemia da Covid-19 che sta imperversando in tutto il mondo ormai da più di un anno. Con l’erogazione delle prime dosi, è diventato ancora più acceso il dibattito che li riguarda. Il principio di tutte le discussioni potrebbe essere fatto risalire addirittura all’11 gennaio 2020, giornata in cui è stata pubblicata la sequenza genetica del virus, azione che ha fatto mettere subito in moto gli scienziati di tutto il mondo per studiare un vaccino adeguato.

In Italia gli schieramenti vedono da una parte coloro che ne vorrebbero l’obbligatorietà, alcuni che vorrebbero che questa imposizione diventasse vigente solo per determinate categorie (su tutte quella degli operatori sanitari) e infine altri che si mostrano scettici verso la loro efficacia, preoccupandosi più delle controindicazioni che potrebbero comportare piuttosto che affidarsi al sapere scientifico e cercare di infliggere un duro colpo al coronavirus. Non si possono negare gli effetti collaterali, ogni vaccino li ha. Tuttavia, rappresentano un pericolo decisamente inferiore rispetto a quello di contrarre la malattia.

 

I vaccini: come contribuiscono alla prevenzione e perché sono importanti

La vaccinazione si pone come misura preventiva capace di limitare l’infezione che vuole combattere, stimolando così la produzione di anticorpi all’interno del sistema immunitario. L’obiettivo è farlo agire nel caso in cui si dovesse contrarre una successiva infezione dello stesso agente patogeno, rendendolo inoffensivo e debellando i sintomi della malattia. Alla base di quest’azione c’è la memoria immunologica, ovvero la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi hanno attaccato il corpo in passato. Al momento sono uno degli strumenti più efficaci e sicuri impiegati dalla Sanità Pubblica per prevenire le malattie infettive: senza i vaccini gli anticorpi si genererebbero dopo una quindicina di giorni, solo che in questo arco di tempo la malattia infettiva avrebbe tutto il tempo per causare danni agli organi di un essere umano, anche irreparabili. Sono importanti non solo per la protezione del singolo individuo, ma anche per la collettività: se la maggior parte della popolazione si sottopone alla somministrazione, l’infezione si diffonderà in maniera ridotta, fino a raggiungendo la tanto citata immunità di gregge. Per garantire il perfetto funzionamento di alcuni vaccini, è necessario somministrare più di una dose al paziente, facendo passare tra una e l’altra un certo intervallo di tempo.

 

Non solo Covid: altre malattie prevenibili dal vaccino

Naturalmente l’attenzione in questo periodo è rivolta principalmente al vaccino per contrastare il Covid-19, tuttavia ne esistono tantissimi per prevenire altrettante malattie: il tetano, la poliomielite, l’epatite, la varicella, la rabbia, ecc…

Alcune  infezioni, complice il progresso scientifico occidentale, cominciano a essere sottovalutate perché non più presenti come un tempo nella quotidianità. Quest’evidenza dei fatti spinge molti individui a dimenticare il ruolo di rilievo svolto dai vaccini, perché c’è una minore percezione del rischio: servirebbe una comunicazione più efficace per ricordarne l’importanza, dato che una malattia infettiva che sembrava “sconfitta” può ripresentarsi in qualsiasi momento, magari in forme ancora più aggressive, anche perché in alcuni Paesi del mondo non sono state ancora debellate e, vivendo in un mondo globalizzato, non ci metterebbero molto a diffondersi.

 

Le modalità di trasporto dei vaccini

Per garantire il corretto funzionamento dei vaccini serve un trasporto dedicato appositamente per loro, capace di mantenerne integre le proprietà. Ci sono ditte come DSS Trasporti che, grazie alla professionalità in questo campo, sanno gestirne in maniera accurata lo spostamento, senza lasciare niente al caso. I vaccini in linea generale devono essere conservati a temperature che vanno dai 2 agli 8°C in appositi frigoriferi, per non alterare la catena del freddo. È importante che questi dispositivi abbiano una solida tenuta stagna e siano ben isolati per non alterare i vaccini che risiedono all’interno, proteggendoli dal sole e dalla muffa. Com’è possibile mettere in atto delle spedizioni a temperatura controllata? Innanzitutto ogni contenitore deve essere dotato di un termometro per tenere sotto monitoraggio eventuali sbalzi. L’ideale sarebbe disporre di un modello che registri costantemente i dati relativi alla temperatura, così da avere sotto gli occhi tutto quello che succede in fase di trasporto. Per evitare il congelamento dei vaccini viene inoltre inserita della carta apposita tra le parti del frigorifero e le scatole che li contengono.

Le aperture durante il percorso devono essere ridotte al minimo indispensabile e solo in caso di emergenza, anche se le aziende che si prendono carico di questi beni preziosi dispongono di personale qualificato e competente, che non avrà problemi a gestire gli inconvenienti.

Il trasporto dei vaccini prevede una specifica normativa che va tassativamente rispettata: la salute è la cosa più preziosa, e per riuscire ad assicurarla a tutti è fondamentale avere una logistica impeccabile nella spedizione dei vaccini, che tenga conto delle temperature consigliate e delle precauzioni necessarie per far sì che tutto si conservi per il meglio.

 

 

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