Ogni anno i lavoratori dipendenti di un’azienda sono sottoposti a varie visite e controlli di routine eseguiti da un medico del lavoro designato. Gli esami del sangue sono obbligatori per i dipendenti, e ce ne sono altri che sono più particolari, e vengono fatti ad hoc o a campione.

C’è però un tipo di esame particolare, relativo ai test antidroga e al controllo di uso di sostanze stupefacenti sul posto di lavoro. Quando è necessario effettuare il test? Chi deve farlo? Che succede se risulto positivo? Ecco alcune domande a cui potrebbe essere utile dare una risposta definitiva.

Tipi di visite mediche sul lavoro

Prima di parlare delle visite mediche aziendali volte a rilevare il consumo di droga o sostanze stupefacenti, è bene fare chiarezza sulle differenti tipologie di controlli medici che si svolgono sul posto di lavoro. Si tratta di quattro categorie che riguardano tutti i dipendenti:

  • visite pre- assuntive. Il medico del lavoro esamina lo stato di salute fisico e psichico del futuro assunto per capire se è idoneo a ricoprire le mansioni designate;
  • visita di controllo periodica. Solitamente si svolge con cadenza annuale, è a carico del datore di lavoro e consiste in analisi di laboratorio e controlli di routine che attestano la stabilità o la variazione delle condizioni di salute rispetto ai rischi del ruolo ricoperto;
  • visita su richiesta del lavoratore, per monitorare malattie o problematiche causate dall’attività lavorativa; 
  • visita di cessazione del rapporto lavorativo. Il dottore attesta la presenza o meno di malattie riconducibili ai rischi derivanti dalla mansione. Facciamo un esempio: potrebbe rientrare nella casistica i problemi di articolazioni dovuti all’usura  nel caso di un dipendente di un’impresa di pulizia.

In qualsiasi caso, il medico del lavoro è chiamato a riportare esclusivamente l’idoneità o meno del lavoratore a proseguire l’attività svolta. Altri dettagli relativi al quadro clinico sono protetti dalla legge sulla privacy e non possono essere divulgati. 

Chi deve sottoporsi alla visita antidroga sul lavoro

Diverso è il discorso per i test antidroga sul lavoro. E’ la legge a stabilire quali categorie di lavoratori devono sottoporsi obbligatoriamente all’esame. Non è perciò prescritto per tutto il personale aziendale, ma solo per i seguenti addetti ai lavori: 

  • conducenti di mezzi di trasporto di qualsiasi settore;
  • dipendenti del settore sanitario;
  • lavoratori di qualsiasi mansione in industrie che trattano sostanze chimiche o materiali pericolosi;
  • insegnanti ed educatori di strutture pubbliche o private;

Il medico di lavoro deve seguire un iter stabilito dal Ministero ed accertarsi dell’eventuale consumo di alcol, droghe o sostanze stupefacenti durante l’orario di lavoro. Nel caso dell’alcol bisogna verificare che non sussista una dipendenza mentre per le droghe non deve essere rilevata nessuna traccia, neanche saltuaria. 

Il test consiste in una visita medico tossicologica e analisi delle urine. 

Test antidroga sul lavoro, quali sanzioni possono essere applicate?

Se il test risulta positivo, il dipendente sarà temporaneamente sospeso dall’attività lavorativa e dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti da parte del Sert, l’organo Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale della Asl competente sul territorio di riferimento.

E’ diritto deI dipendente richiedere una seconda analisi dello stesso campione precedentemente rilevato, qualora si voglia.

Il periodo di sospensione non sarà retribuito ma consentirà di mantenere il posto di lavoro fino a che l’organo competente non stabilisca il percorso da affrontare. L’esito positivo del test infatti non pregiudica l’immediata risoluzione del contratto di lavoro e molto spesso è previsto il reinserimento al termine del percorso riabilitativo. 

Se però il lavoratore si rifiuta di eseguire il test, sono previste delle sanzioni economiche e l’allontanamento dall’impiego.

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