Quando si approccia al tema degli impianti dentali, ci sono diversi fattori da considerare nella scelta, in primis la qualità dei componenti utilizzati, il controllo in fase di produzione dei macchinari che li producono, e il brand e l’esperienza storica dell’azienda produttrice.

Un aspetto importante per la qualità e la resistenza degli impianti è la gradazione del titanio utilizzato nella produzione. Le gradazioni più utilizzate sono il grado 5, maggiormente, e il grado 23, in genere usato dai brand di fascia alta per una questione di costi e quindi di prezzo finale più alto. Nei prossimi anni sarà possibile utilizzare e certificare soltanto impianti di grado 23, perché l’aumento degli standard di controllo ha posto dei vincoli di produzione sugli impianti dentali compatibili.

Un altro fattore determinante che distingue la qualità degli impianti dentali compatibili è il trattamento di superficie, che permette una integrazione ossea più rapida e stabile. Aziende di natura non medica ma industriale trascurano questo aspetto, per uno scopo puramente commerciale ed economico.

Effettuando un trattamento di superficie accurato, è possibile elevare gli standard di qualità, ed accelerare il tempo di recupero post impianto, grazie ad una purezza molto elevata. Questo tipo di accuratezza permette di ridurre al minimo le possibilità di fallimento dell’impianto dentale.

Vantaggi di usare un impianto dentale compatibile

L’impianto dentale va a sostituire la radice del dente con una vite in titanio biocompatibile, e viene inserita dal chirugo nell’osso della mandibola.

Il tempo di integrazione nell’osso va da 3 a sei mesi, e nel frattempo si procede utilizzando una protesi provvisoria, che verrà alla fine del periodo di osteointegrazione sostituita con una protesi definitiva che viene ancorata alla vite. Alla fine del periodo di installazione dell’impianto, il paziente avrà un dente vero e proprio, totalmente identico al dente naturale.

Indubbio quindi il vantaggio di questo approccio, che può ridonare un sorriso naturale, come se non meglio di come lo avevamo prima dell’impianto stesso. Non solo, ma anche la masticazione sarà ripristinata e si tornerà alla completa funzionalità dentale.

I pazienti che sono compatibili con l’impianto dentale sono tutti, purché abbiano raggiunto l’età di maturazione completa dello scheletro, quindi oltre i 19 anni di età. Un altro aspetto da considerare è la salute stessa del soggetto, ed una quantità di osso sufficiente per ospitare la vite al posto della radice.

Si tratta di un intervento non doloroso, effettuato in anestesia locale per tutta la durata di intervento. Gli unici fastidi possono comparire nei giorni dopo l’intervento, e in questo caso in genere la terapia consigliata per contrastare i dolori sono l’uso di antidolorifici e ghiaccio.

Quale materiale è più indicato?

La fusione dell’impianto con l’osso del paziente avviene in genere dopo un massimo di sei mesi dall’intervento, ed il materiale maggiormente utilizzato per questo tipo di approcci è il titanio. Materiale usato in genere anche per le ricostruzioni ossee come nel caso di protesi del ginocchio e dell’anca, ed in caso di recupero da fratture delle ossa. si tratta del materiale più opzionato proprio perché privo di reazioni allergiche dei pazienti.

Titanio negli impianti dentali compatibili: caratteristiche

Le principali peculiarità del titanio sono l’alta resistenza, la leggerezza del materiale e una elevata bio compatibilità con il nostro organismo, e quindi privo di deperibilità dovuta alla corrosione. Si tratta di un materiale molto più leggero dell’oro, la totale assenza di sapore, e quindi non altera il gusto di cibi e bevande ingeriti dopo l’impianto, la resistenza pari alle leghe d’acciaio, bassa conducibilità termica, e quindi la protezione della polpa dei denti dalle irritazioni da calore o alterazione della temperatura, la facilità e malleabilità di lavorazione, proprio nella realizzazione dell’impianto stesso. Inoltre ha una elevata predisposizione alle radiografie, visto che i controlli pre e post impianto devono essere fatti con frequenza.

Queste caratteristiche lo rendono il materiale più adatto agli impianti dentali.

Un altro aspetto è la versatilità medica del titanio che oltre alle protesi ossee viene usato anche nella realizzazione dei gusci per i pace maker, clip per le suture e gli impianti cardiaci.

I Gradi di Durezza del Titanio

Il titanio usato in ambito dentale viene diviso in gradi di durezza. La versione più pura, considerata di grado 1 non viene utilizzata in quanto non tollerato dal nostro organismo ed è eccessivamente duttile come consistenza.

Il più utilizzato nella pratica odontoiatrica è il titanio di grado 5, mentre è caduto in disuso il titanio di grado 4, ormai in fase obsolescente.

Come indicato sopra, il titanio di maggiore qualità in odontoiatria è il grado 23, usato per impianti di fascia alta. I maggiori produttori di impianti di qualità tendono a preferire questo per gli standard che garantisce.

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