Le patologie degli anziani e il ruolo delle badanti

Per quale motivo la nostra società è sempre più anziana?

Sono ormai diversi anni che il rapporto tra nuovi nati e persone decedute è prossimo alla parità.
Purtroppo è vero, da ogni parte ci confermano che gli italiani fanno sempre meno figli, le culle restano vuote più a lungo e chi decide di procreare lo fa piuttosto avanti con l’età accontentandosi, nella maggior parte dei casi, di un solo bebè.

D’altro canto, le aspettative di vita della popolazione anziana si allungano costantemente, nonostante la pandemia da Covid19 abbia rallentato un po’ il processo.
Le ripercussioni di una società sempre più anziana e quasi del tutto priva di un naturale ricambio generazionale, sono numerose.

Governo e amministrazioni locali non possono ignorare i problemi che derivano da questa situazione, occorre conoscerne bene tutti gli aspetti per mettere in campo soluzioni efficaci.

Quali sono le patologie più frequenti nella terza età?

Tutti noi siamo destinati ad invecchiare, fa parte di un processo fisiologico inevitabile, ma questo non significa restare immobili e arrendersi di fronte agli “acciacchi” e alle malattie.

Sapere quali sono le patologie che potranno insorgere con maggiore frequenza, quando varcheremo le soglie della terza età, ci potrà essere utile a tenere alta la guardia e a riconoscerne le prime avvisaglie.
Certo, l’elenco è piuttosto lungo ma non facciamoci spaventare.

In primis, tra le malattie più diffuse troviamo:

  • malattie cardiovascolari
  • diabete mellito di tipo 2
  • malattie neurologiche
  • malattie respiratorie
  • malattie muscolo-scheletriche

Le malattie cardiovascolari

Le patologie a carico del sistema cardiovascolare comprendono l’insufficienza venosa, l’arteriosclerosi e la trombosi spesso associate ad uno stato di ipertensione.

Sono tanti gli anziani che soffrono di dolori localizzati soprattutto alle gambe, spesso gonfie per ristagni e coaguli o segnate da vene varicose.

Il diabete

Il diabete mellito di tipo 2, come specificato qui, è il più diffuso nella popolazione over 65.
Tra i sintomi di questo tipo di diabete possiamo riconoscere un aumento della sete e della minzione.

Il malato di diabete mellito di tipo 2 non è più in grado di produrre sufficiente insulina per metabolizzare gli zuccheri nel sangue e può andare incontro a gravi complicanze, come ictus e cecità.

Le malattie neurologiche

Le patologie di tipo neurologico fanno riferimento al morbo di Parkinson alla malattia di Alzheimer e alla demenza senile.
Anche se in modi diversi, tutte hanno in comune la progressiva degenerazione delle funzioni cognitive e motorie del malato.

Queste patologie irreversibili portano i pazienti a perdere la propria autonomia e ad aver bisogno di un’assistenza continua, anche per le attività più elementari.

Le malattie respiratorie

Asma, bronchite cronica ed enfisema sono patologie molto frequenti nella terza età perché, col passare degli anni, l’apparato respiratorio fatica a mantenere stabili le proprie condizioni.

I bronchi sono sempre più delicati e anche un banale raffreddore può avere ripercussioni gravi sull’anziano.
Lo stesso vale per gli alveoli dei polmoni, la cui funzione può essere seriamente compromessa da un enfisema.

Le malattie muscolo-scheletriche

La popolazione anziana è molto spesso soggetta a traumi dell’apparato muscolo-scheletrico.

Ciò è dovuto ad una progressiva diminuzione della capacità di controllo dei movimenti e anche all’associazione di un’altra patologia: l’osteoporosi che colpisce soprattutto le donne.

In aggiunta, a peggiorare il quadro clinico dell’anziano, si può presentare anche un’altra malattia: l’artrosi, alla quale si devono le lesioni alle cartilagini, in particolare di ginocchia e anche.

Farsi aiutare da persone competenti può fare la differenza

Gli anziani colpiti dalle patologie che abbiamo appena elencato, e che perdono progressivamente la propria autonomia motoria o cognitiva, vanno assistiti sempre più da vicino.

Spesso però, le famiglie non hanno la possibilità di prendersi cura dei propri cari in maniera adeguata.
La maggior parte delle persone in età lavorativa è impegnata fuori casa quasi tutto il giorno e non è pensabile di lasciar solo tanto tempo un anziano non più autosufficiente.

D’altra parte, non è nemmeno percorribile la strada del ricovero al primo segno di scompenso.
La soluzione più saggia è quella di un affiancamento della persona anziana, in base alle sue reali necessità, attraverso la figura di una badante.

Però, non è semplice riuscire ad individuare quella più adatta e capace di intercettare i bisogni del malato e della sua famiglia.
Inoltre, occorre avere delle garanzie sulla sua formazione e sulla sua professionalità.

Meglio lasciar perdere le proposte che arrivano dal sommerso, in genere badanti in nero che millantano competenze spesso irreali.
Il mercato dell’assistenza domiciliare offre l’opportunità di reperire personale specializzato a seconda delle diverse necessità.

Ne troviamo un esempio nella Cooperativa Passione e Competenza, che si occupa di individuare tra le proprie risorse umane la badante a Bologna (dove opera la Cooperativa che abbiamo considerato) più adatta ad ogni differente richiesta di assistenza.

In alcuni casi, se l’anziano riesce ancora a cavarsela da solo, può non essere necessario una presenza costante ma può bastare solo qualche ora di compagnia al giorno, mentre in altri può essere indispensabile un’assistenza continuativa, 24 ore su 24.

Come possiamo cercare di prevenire le malattie tipiche della vecchiaia?

Per vivere la terza età senza troppe preoccupazioni sulla salute, occorre iniziare molto prima ad assumere buone abitudini.
Anzitutto, è consigliabile seguire una dieta equilibrata, evitando i cibi troppo grassi e le bevande alcoliche.

Inoltre, non è mai troppo tardi per smettere di fumare e per iniziare a fare un po’ di movimento, imparando a respirare bene durante la giornata: corpo e mente ne trarranno un sicuro vantaggio.

È anche un bene eseguire con regolarità esami di controllo molto semplici: glicemia, colesterolo e calcio, per tenerne sott’occhio i valori e coglierne subito eventuali cambiamenti.

Infine, bisogna continuare a coltivare le proprie relazioni sociali e le proprie passioni, evitando di lasciarsi andare alla solitudine e allo sconforto quando i problemi di salute sembrano prendere il sopravvento.

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